Cos’è Coliving e qual è la differenza con il co-housing

coliving

C’è chi sostiene che il coworking sia superato, e che a detronizzarlo sarà il coliving. Di che stiamo parlando esattamente è presto detto. Concretamente, infatti, si tratta di alloggi dotati di ogni servizio e comfort, fra cui rete wi-fi, lavanderia, parcheggio, conciergerie (portineria), in cui poter lavorare e vivere. Concettualmente, dunque, parliamo dell’integrazione di una parte living all’interno di uno spazio di (co) working.

Prima di addentrarci nel fantastico mondo del coliving, dobbiamo innanzitutto distinguerlo dal co-housing. Qual è la differenza? Il co-housing indica genericamente qualsiasi forma di coabitazione fra persone totalmente estranee, che tradotto vuol dire vita da coinquilini. Alzi la mano chi non ha vissuto in prima persona almeno una volta un’esperienza di co- housing con perfetti sconosciuti, magari negli anni dell’università. Poi è successo che dagli studenti fuori sede si è passati a giovani lavoratori e intere famiglie. Il co- living ha una sfumatura diversa, in quanto più che l’abitazione in sé, in condivisione sono i servizi, e soprattutto, questi sono erogati da terze parti, come agenzie specializzate nel settore.

Se vi state domandando quale sia allora il vero beneficio del coliving, sappiate che la risposta non è univoca. Non si tratta di una moda passeggera, ma di un’esigenza sempre crescente che ha dalla sua principalmente due plus, e che rendono il co- living un trend estremamente invitante oggi.

Prezzi accessibili

Quanto costa un mensile a Roma? Negli ultimi cinque anni i prezzi sono saliti sensibilmente e non solo nella capitale; il discorso vale anche per altre metropoli italiane, prima fra tutte Milano, diventata quasi inaccessibile, seguita da Firenze e Venezia nella classifica delle città con le spese immobiliari più alte.

Ambiente creativo 

Il coliving è molto appealing per chi vuole vivere in un ambiente in continuo fermento creativo anche al di fuori degli orari di lavoro standard.

Un altro punto a favore dell’economia collaborativa (di cui abbiamo parlato qui), che in ottica di riduzione di costi promette di essere molto conveniente, in quanto il coliving ottimizza le spese immobiliari unificando il costo dello spazio lavorativo e quello abitativo. Ma oltre il prezzo, è il lato umano a fare la differenza; c’è, infatti, un desiderio sempre maggiore di creare una community solida, fatta di talenti alla continua ricerca di partners che viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda.

Il Coliving è un social fisico

E seppure rischiamo, oramai, di risultare anche troppo mainstream ripetendo quanto il lato più interessante del coworking sia proprio la forza della community che vi si crea, così come il networking che ci si costruisce personalmente, è innegabile che nel coliving il senso della community trova la sua piena realizzazione, convincendo le persone che scegliersi non solo come colleghi di lavoro è una buona idea, perché ciò che fa la differenza è la piena condivisione di un intero sistema di valori; una visione del mondo talmente simile da raggruppare un certo numero di persone a vivere sotto lo stesso tetto.

Di conseguenza, possiamo immaginare uno scenario più o meno in questi termini: si calcola che il coworking si trasformerà ben presto in coliving poiché offre la possibilità di vivere in appartamenti privati ma in un edificio condiviso con i colleghi di lavoro. In più, in questo modo non si riducono solo i costi dell’affitto, ma aumenta anche il tasso di partecipanti attivi nella costruzione di una community solida, e dove la parola d’ordine è collaborazione. E non è un caso.

Fonte: italiancoworking

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